Claudia Attimonelli: La Prof della Techno

Claudia Attimonelli e sociosemiologa e professoressa associata presso il dipartimento ForPsiCom dell'Università degli Studi di Bari, dove insegna Media, Cultura visuale e Sound Studies. Ma il peso e l'influenza del suo lavoro vanno ben oltre la definizione istituzionale. La "prof della techno" e da anni un punto di riferimento internazionale negli studi sui media, in particolare per quanto riguarda la musica come dispositivo culturale e la storia della techno.

Techno: Ritmi Afrofuturisti

Con Techno. Ritmi afrofuturisti (Meltemi, prima edizione 2008), Attimonelli mette nero su bianco un fatto che oggi può sembrare acquisito, ma che all'epoca non lo era affatto: l'origine della musica house e techno si trova nel cosiddetto afrofuturismo, e non nella cultura europea. L'autrice ha l'idea di questo libro mentre si trova a Berlino nei primi anni Duemila come semiologa dei media.

La techno non è la musica del futuro, ma e futurista perché fu proprio il Futurismo a profetizzare un'Arte dei rumori che diventa Architettronica perché imprescindibile dalla dimensione della città.

L'afrofuturismo realizza la sovrapposizione tra lo schiavo, l'alieno e il robot, figure accomunate da una condizione di alterita e marginalizzazione. Il testo di Attimonelli non è solo un punto di riferimento in ambito accademico, ma soprattutto il Vangelo per gli amanti della musica. Un successo confermato anche dalla seconda edizione del 2018.

L'Elettronica e Donna

Con L'elettronica e donna, Attimonelli sposta il fuoco su donne e identità queer nel rapporto con la tecnologia e con la produzione musicale. Il problema, secondo Attimonelli, e strutturale e affonda in una storia lunga, in cui il sapere tecnico è stato costruito e trasmesso secondo logiche prevalentemente maschili, spesso competitive ed escludenti.

Abbiamo passato decenni a sentirne dj mediocri e nessuno ha mai dato per scontato che fossero sempre dei geni. E invece sull'aspetto femminile si cerca sempre il meglio, bisogna sempre giustificare e legittimare che sei la non perché sei brava, ma perché sei figa.

Claudia Attimonelli

La riflessione abbraccia il piano della rappresentazione: la mortificazione della sensualita in consolle. Come se tu ti dovessi castigare per essere più credibile, la divisa e maglietta nera e faccia incazzata. Una formula brutale, ma efficacissima, per dire quanto la legittimazione femminile nello spazio della performance passi ancora troppo spesso attraverso una neutralizzazione del corpo.

Soft Clubbing: Il Mercato che Invento Linguaggi

Il cosiddetto soft clubbing viene spesso raccontato come una risposta ai bisogni della Gen Z. Ma per Attimonelli questa lettura e superficiale. Soft clubbing non vuol dire assolutamente nulla, afferma, smontando subito l'etichetta. Il clubbing non è un contenitore neutro ma un insieme di condizioni precise: il buio, la notte, la danza, l'accesso regolato, l'alcol, il rischio.

Se togli questi elementi, non è più clubbing. E un panificio che mette una consolle.

Dietro questa trasformazione non c'è tanto un'evoluzione culturale spontanea, quanto un adattamento del mercato a una crisi evidente: la diminuzione della partecipazione alla vita notturna. La risposta e la costruzione di format ibridi, più accessibili, più rassicuranti, che intercettano una generazione cresciuta tra pandemia e iper-controllo.

Festivalizzazione dell'Esistenza

Il punto di arrivo di questa trasformazione e ció che Attimonelli definisce senza mezzi termini "festivalizzazione dell'esistenza". Non si tratta solo della proliferazione dei festival, ma di un cambio più profondo nel modo in cui l'esperienza musicale viene costruita e consumata.

Non puoi pensare che un'ora di set esaurisca un racconto che richiede almeno quattro ore.

Claudia Attimonelli

Eppure, proprio dentro questa crisi, emergono segnali opposti. Piccoli party, spesso informali o illegali, che cercano di ricostruire uno spazio diverso: meno spettacolare, meno mediato, più lungo, più vissuto. E lì che si intravede una possibile direzione: non nel moltiplicarsi dei format, ma nel recupero di una profondita che il sistema sembra aver sacrificato.

Fonte

Articolo originale pubblicato su Maestrale Magazine