La Restanza di Mariangela Addolorata
Mariangela Addolorata Petrera, classe 2001, è nata a Palagianello, un impercettibile microcosmo in provincia di Taranto. Si e laureata in Lettere, Arti e Spettacolo presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e contemporaneamente ha conseguito una formazione cinematografica. Durante il suo percorso, ha abbandonato definitivamente la fotografia digitale per dedicarsi completamente all'analogico.
La Restanza: Restare come Scelta Attiva
La restanza - come la definisce l'antropologo Vito Teti - non è immobilita ne rassegnazione. E al contrario una scelta attiva e consapevole, quasi tenace: il desiderio di vivere nei luoghi d'origine con forza, speranza e responsabilita. Il "restante" non è fermo ma e un viaggiatore nello spazio e nella cultura, capace di partire e tornare, di attraversare mondi senza perdere il legame con le proprie radici.
Sono rimasta come restano gli alberi quando il vento insiste sempre dalla stessa parte: non per eroismo, ma perché le radici hanno una memoria resistente.
Mariangela AddolorataLa restanza nasce spesso da una ferita - quella della partenza - e si trasforma in riscatto: il diritto di abitare la propria terra senza sentirsi incompleti. Restare pero deve essere una possibilita reale, non una condanna. Le persone scelgono di restare quando esistono condizioni di vita dignitose: lavoro, servizi, opportunità, relazioni.
Fotografia Analogica come Resistenza
Le foto di Addolorata nascono al Sud e spesso al Sud ritornano, con mostre sia collettive che personali: "Mamma dammi una madre" a Gravina in Puglia, "Puglia Addolorata" a Bari, "Rete Difesa Fiume Tara" a Taranto. Nel 2025 espone anche a Milano con Analogmilano e a Montebelluna per YAP - Young Artists Photo Festival.
Quando nasci in un paese piccolo, la provincia non è solo un luogo: e uno sguardo che ti porti addosso, che continua a riconoscere dettagli e margini anche altrove, anche tra colate di cemento.
Nei rullini, nella grana imperfetta dei negativi, c'è un tentativo di resistere alla dissolvenza, di lasciare traccia in un tempo che sembra consumare tutto. Restare non è un atto continuo di forza. E fatto di giorni silenziosi, di compromessi, di attese. Ma è anche un modo di amare, imperfetto e profondo.
Partire e restare sono due ferite diverse, ma ugualmente profonde. Nessuno e più giusto per aver scelto di restare, nessuno e meno degno per essere andato via.
Mariangela AddolorataUn Giorno, il Sud
Forse la vera speranza sta nel superare questa opposizione: restare e partire come movimenti dello stesso amore. Un giorno, il Sud potrebbe diventare un luogo in cui si può partire senza colpa e restare senza essere idealizzati. E soprattutto, un luogo in cui si può tornare. Tornare senza giustificazioni, senza sentirsi sconfitti. Perché questa terra sa aspettare.
Fonte
Articolo originale pubblicato su Maestrale Magazine