Il Teatro Margherita, elegante edificio in stile liberty che si specchia nelle acque del porto di Bari, ha attraversato mille vite dalla sua inaugurazione nel 1914. Costruito su palafitte direttamente sul mare per aggirare le norme che all'epoca vietavano i teatri troppo vicini alle chiese, e stato cinema, sala da ballo, teatro di varietà e persino magazzino. Oggi e il tempio dell'arte contemporanea della citta, ma la sua storia e un viaggio attraverso un secolo di trasformazioni, sogni e rinascite.
Costruito Sul Mare
L'idea di costruire un teatro sul porto nacque nel 1910, quando un gruppo di imprenditori baresi volle creare uno spazio di intrattenimento che competesse con i grandi teatri del Nord Italia. Ma c'era un problema: le norme urbanistiche dell'epoca vietavano la costruzione di teatri entro un certo raggio dalle chiese. La soluzione fu geniale: costruire il teatro direttamente sul mare, su palafitte di legno e cemento, cosi da aggirare il divieto.
Il Margherita non e mai stato solo un teatro: e stato il cuore pulsante della vita sociale di Bari, il luogo dove la citta si confrontava con il mondo.
Dalla storia del Teatro MargheritaL'architetto incaricato del progetto fu Angelo Balucani, che disegno un edificio in stile liberty con facciate decorate da elementi floreali, balconi in ferro battuto e una sala interna con 1.200 posti. L'inaugurazione, avvenuta il 15 agosto 1914, fu un evento che raduno tutta la borghesia barese: dame in abito da sera, cavalieri in smoking, il sindaco in uniforme. La prima rappresentazione fu una commedia di Eduardo Scarpetta che fece ridere e piangere il pubblico per tre ore.
Nei primi anni di vita, il Margherita fu cinema, sala da ballo e teatro di varietà. Le proiezioni cinematografiche attraevano folle di curiosi che volevano assistere alle "scene mobili", mentre le serate di gala con orchestra dal vivo trasformavano la sala in un palcoscenico di eleganza e fascino. Era il luogo dove i baresi si mostravano al meglio, dove le famiglie borghesi esibivano la loro ricchezza e dove gli artisti di passaggio trovavano un pubblico entusiasta.
Gli Anni d'Oro
La sua storia piu affascinante riguarda gli anni del dopoguerra, quando il Margherita divenne il cuore della vita notturna barese. Qui si esibirono artisti come Totò, Eduardo De Filippo e Renato Carosone. La sala risuonava di risate, applausi e brindisi, mentre il porto fuori continuava a svolgere il suo lavoro di crocevia di merci e destini.
"Mia madre raccontava che per entrare al Margherita le donne indossavano il vestito della festa", ricorda Anna, 80 anni, che da bambina assisteva agli spettacoli dalla galleria. "Le vetture dei taxi si fermavano davanti all'ingresso come in un film di Hollywood. Era il luogo piu elegante della citta, e tutti volevano essere visti lì".
I Grandi Artisti del Margherita
Oltre a Totò e Eduardo, nel Margherita si esibirono Walter Chiari, Dario Fo, Tina De Mola e molti altri. La sala poteva ospitare fino a 1.200 spettatori e le serate erano sold out settimana dopo settimana. Il teatro divenne un punto di riferimento per la cultura teatrale italiana del dopoguerra.
Ma gli anni d'oro durarono poco. Con l'avvento della televisione e la trasformazione dei costumi sociali, il pubblico cominciò a diradarsi. Il Margherita passò di mano in mano, cambiando destinazione d'uso: cinema, discoteca, sala concerti. Ma nulla riusci a restituire lo splendore di un tempo.
Una Timeline di Trasformazioni
Inaugurazione del Teatro Margherita, costruito su palafitte sul porto. 1.200 posti, stile liberty, prima rappresentazione con Eduardo Scarpetta.
Il teatro diventa cinema e sala da ballo. Le proiezioni cinematografiche attirano folle di curiosi, le serate di gala trasformano la sala in un palcoscenico di eleganza.
Gli anni d'oro del dopoguerra. Totò, Eduardo De Filippo, Renato Carosone e altri grandi artisti si esibiscono sul palco del Margherita.
Periodo di declino. Il teatro chiude, riapre come discoteca, poi come sala concerti. L'edificio si deteriora.
Inizio del restauro. L'edificio viene acquisito dalla Citta Metropolitana di Bari e avviato un progetto di recupero.
Riapertura come sede della collezione d'arte contemporanea. Il Margherita torna a vivere, trasformandosi in galleria d'arte.
La Rinascita come Galleria d'Arte
Dopo decenni di abbandono, il Teatro Margherita e rinato come sede della collezione d'arte contemporanea della Citta Metropolitana di Bari. Le sale che un tempo risuonavano di applausi oggi ospitano installazioni, videoarte e mostre che attirano visitatori da tutta Italia e dall'estero.
Il restauro, durato oltre dieci anni, ha mantenuto fedelmente le linee liberty dell'edificio originale, recuperando gli intonaci decorativi, le cornici in stucco, i pavimenti in marmo. Ma all'interno, lo spazio e stato reinventato con sale espositive illuminate, scale in acciaio e vetro, e sistemi di illuminazione scenografica che valorizzano le opere esposte.
Quando entri al Margherita, senti la storia nelle pareti. Ma i quadri che vedoi ti portano nel presente. E un viaggio nel tempo che non trovi in nessun altro posto.
Visitatrice della collezione d'arte contemporaneaLa collezione comprende opere di artisti pugliesi e italiani del Novecento e del Duemila, con particolare attenzione alle avanguardie meridionali. Tra le opere esposte, dipinti di Altinello, Cassani e Paladino, oltre a installazioni di giovani artisti emergenti che hanno scelto Bari come sede della loro ricerca creativa.