Per duemila anni Bari è stata una città murata: dalle fortificazioni bizantine ai bastioni aragonesi, le mura hanno deciso guerre, confini e persino la forma dei vicoli.
Duemila anni di mura
Le prime difese di Bari risalgono all'età antica, ma è con i Bizantini che le mura diventano un sistema formidabile: Bari, capitale del thema di Longobardia, era la piazzaforte più importante dell'Italia meridionale bizantina. Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi ampliarono e adeguarono le fortificazioni a ogni nuova arte della guerra, dalle torri quadrate ai bastioni per l'artiglieria.
Il tratto meglio conservato corre lungo il mare, tra il Fortino di Sant'Antonio e il Monastero di Santa Scolastica: camminarci sopra al tramonto, con le onde da una parte e i tetti del borgo dall'altra, è una delle passeggiate più belle della città.
Le mura non servivano solo a tenere fuori i nemici: servivano a dire al mondo che qui dentro c'era una città che contava.
Tradizione popolareLe porte urbiche — come la Porta di Bari e gli accessi verso il porto — scandivano la vita quotidiana: si aprivano all'alba per contadini e pescatori e si chiudevano al coprifuoco, separando la città sicura dalla campagna pericolosa.

Dalle mura al lungomare
Quando le artiglierie moderne resero inutili le cinte murarie, Bari fece una scelta coraggiosa: invece di abbatterle tutte, le trasformò in passeggiata panoramica. Il camminamento di ronda divenne il percorso più romantico della città, con panchine rivolte al mare al posto delle guardie.
Percorso delle mura
Parti dal Castello Svevo, segui il camminamento fino al Fortino di Sant'Antonio e scendi verso la Basilica di San Nicola: venti minuti di storia a picco sul mare.
Oggi restano torri inglobate nei palazzi, tratti di cortina visibili dai vicoli e toponimi che ricordano le porte scomparse: per chi sa guardare, le mura di Bari non sono mai cadute davvero.
Assedi e resistenze leggendarie
Le mura baresi furono messe alla prova più volte: dagli assalti normanni alle contese tra Angioini e Aragonesi, la città imparò presto che la sua sopravvivenza dipendeva dalla solidità delle fortificazioni e dal coraggio dei difensori. Ogni generazione ha lasciato il segno: una torre ricostruita, un bastione aggiunto, una lapide murata.
Passeggiare oggi su quelle pietre significa camminare sulla linea che per secoli ha separato la civiltà dal pericolo: da una parte il mare aperto, dall'altra la città che resisteva. E resiste ancora, a modo suo.